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07 August Il delitto di HiroshimaDon Milani: Il delitto di Hiroshima.
Il delitto di Hiroshima. (da “Lettera ai giudici” di don Lorenzo Milani)
Il 12 febbraio 1965 sul quotidiano "La Nazione" di Firenze fu pubblicato un comunicato dei cappellani militari in congedo della Toscana che consideravano l'obiezione di coscienza al servizio militare, allora obbligatorio, un “insulto alla patria e ai suoi caduti ed estranea al comandamento cristiano dell’amore”. La lettera, firmata da don Lorenzo, fu riprodotta per intero solo dal periodico comunista “Rinascita”. A seguito di denuncia da parte di ex combattenti, l’autore della lettera e il direttore di “Rinascita” furono chiamati in giudizio per apologia di reato davanti al Tribunale di Roma, città in cui aveva sede il settimanale. Don Milani, non potendo partecipare al processo perché malato, il 18 ottobre 1965 scrisse una lettera ai giudici nella quale fa riferimento al bombardamento di Hiroshima. Ecco il brano riguardante la bomba atomica che gli americani fecero esplodere la mattina del 6 agosto 1945 sulla città giapponese di Hiroshima: “(…) Condannare la nostra lettera equivale a dire ai giovani soldati italiani che essi non devono avere una coscienza, che devono obbedire come automi, che i loro delitti li pagherà chi li avrà comandati. E invece bisogna dir loro che Claude Tatherly, il pilota di Hiroshima, che vede ogni notte donne e bambini che bruciano e si fondono come candele, rifiuta di prender tranquillanti, non vuol dormire, non vuol dimenticare quello che ha fatto quand'era «un bravo ragazzo, un soldato disciplinato» (secondo la definizione dei suoi superiori) «un povero imbecille irresponsabile» (secondo la definizione che dà lui di sé ora). (carteggio di Claude Tatherly e Gunter Anders - Einaudi 1962). Ho poi studiato a teologia morale un vecchio principio di diritto romano che anche voi accettate. Il principio della responsabilità in solido. Il popolo lo conosce sotto forma di proverbio: «Tant'è ladro chi ruba che chi para il sacco».
Gruppo Don Milani di Brescia 22 Juli Sic transit mundi !Per l'articolo completo e tant'altro ancora
Ultimamente il mondo va alla rovescia!!! Ma noi italiani siamo abituati a farci mettere i piedi in testa!!! ... Dunque Materazzi ha offeso Zidane? Gli ha detto forse “figlio di p...” come fanno i bambini scuola, di nascosto dalla maestra? E allora "merita di essere punito!!!" perché Materazzi è un modello per i giovani. Se ha detto poi “negro” o “musulmano” deve essere punto ancora di più, perché l’insulto a sfondo razziale è peggiore di quello sessuale. Anche Zidane, si capisce, in questo asilo globale va punito, perché non si danno testate in pancia al compagno di classe che ti ha offeso di nascosto dalla maestra. Queste cose, caro Zidane, non si fanno, soprattutto aspettando, per il tuo “spontaneo” scoppio d’ira, da furbo anche tu, che la maestra - o l’arbitro - si voltino dall’altra parte. Se ci fosse poi una Fifa per giornalisti, si dovrebbero squalificare per qualche giornata, o forse per tutta la vita, la redazione e il direttore dello Spiegel, perché hanno offeso un popolo, quello italiano, in maniera propriamente razzista. Con un’aggravante. Mentre Materazzi, ci scommetteremmo, ha un’idea molto approssimativa di cosa voglia dire "razzismo", i redattori dello Spiegel, invece, lo sanno bene. E sanno offendere anche meglio di Materazzi. Essi presentano un lungo articolo in cui le cose sono dette e fatte capire, in cui la verità sembra menzogna e la menzogna opinione; il tutto, sempre, alla larga dai rischi della denuncia per diffamazione. Insomma, loro, sì, sono maestri dell’offesa, altro che Materazzi! E come loro, i redattori del giornale Bild Zeitung, i quali, attraverso le loro sei milioni di copie al giorno, comunicano direttamente con lo stomaco del popolo tedesco. E gli dicono tutti i giorni quanto esso popolo tedesco sia superiore agli altri popoli, per esempio ai “Gauchos” o ai “Pizzaioli”. Insomma, se ci fosse una Fifa per giornalisti, anche il Bild Zeitung dovrebbe essere squalificato per ostentate offese razziste. E una Fifa per le opinioni pubbliche, c’è? No, naturalmente no! Perché se ci fosse, dovrebbe squalificare per un po’ l’opinione pubblica francese, la quale –giustamente - si scandalizza e si schiera a fianco di Zidane quando qualcuno gli dà del “negro” o del “musulmano”, ma poi lascia marcire i suoi magrebini nei ghetti e si accorge di loro solo quando accendono la Banlieu. Allora, una bella condanna per millantato antirazzismo anche all’opinione pubblica francese: una giornata (o cento) di squalifica!!! Ora, noi sappiamo che tante “Fifa” al mondo non ci sono, e ce ne dispiace. Un’altra almeno, però, ce la vorremmo: una Fifa per i politici. Noi in Italia ne abbiamo uno, un tale Calderoli, se ricordiamo bene il suo nome, il quale si permette di dire con pieno disprezzo che una squadra di calcio è fatta di “negri” e “musulmani”. A costui una bella squalifica a vita per offese razziste con, in più, almeno dieci anni da passare, da “negro”, in uno dei tanti campi profughi sparsi sulle coste della Penisola o nelle vicinanze di uno dei grandi aeroporti d’Europa. Per sperimentare quante lacrime si piangano dall’altra parte.
Ciò se ci fosse, si capisce, una Fifa per politici!!! AUGH IO HO PARLATO!!!
(by white_shark71 - http://www.maciste.it/pagine/commiu...hp?idto=1019813 )
Ciao a tutti e... okkio!; sempre!. Alla prossima. Stan
Quello che puoi fare è una goccia nell'oceano ma è ciò che dà senso alla tua vita.
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